Il dialetto Gallo-Italico

 

Il nome del paese deriva dal termine “Fondaci”, proveniente dall’arabo Funduq, che significa “magazzini”.

Il termine Fantina è di origine ancora incerta. Il centro era formato anticamente da diversi casali sparsi, appartenenti alla famiglia Palazzi e poi Gioieni di Novara. Durante la dominazione svevo-normanna alcune popolazioni dell’Italia settentrionale si stabilirono nel paese e la traccia della loro permanenza si rinviene nel dialetto gallo-italico, ancora parlato nel Paese. Fondachelli Fantina è oggi un centro importante dal punto di vista storico per la presenza di questo dialetto, che si preserva ancora in altri sette centri della Sicilia.

Probabilmente quando Ruggero arrivò nell’isola portò con se’ soldati italici provenienti dalla Lombardia e dalla Liguria, che dopo la cacciata degli arabi ebbero concesse delle terre e rimasero nell’isola, fondendosi con la popolazione locale. Col tempo il gallo-italico ha subito un riassetto del suo originario assetto fonologico; il dialetto ha delle piccole modifiche da paese a paese, ma è proprio la frazione di Fantina che, a causa del suo secolare isolamento, conserva meglio l’antico dialetto.